Gioventù Europeista e Socialista

Luglio 6, 2007

Gioventù europeista e socialista

Daremo vita ad un soggetto di giovani socialisti under 40, che per età non hanno conosciuto né il PSI né il PCI, che si collochi in una federazione con le altre forze che in Italia si richiamano al PSE sia di provenienza ex PSI (Forum dei Socialisti ed altri) che di provenienza ex DS (Sinistra Democratica, Il Cantiere del Bene Comune ed altri) per percorrere insieme la strada che, entro il 2009, porterà alla nascita del Partito Socialista della Sinistra Democratica.

Il leader nazionale del Partito Socialista della Sinistra Democratica, che pure sarà un under 40, avrà un’investitura del popolo socialista solenne perché sarà eletto contestualmente alle elezioni europee del 2009. I candidati alla carica saranno anche candidati alle elezioni europee in tutte le circoscrizioni ai primi posti e risulterà eletto leader nazionale del Partito Socialista della Sinistra Democratica chi nella somma dei voti nelle 5 circoscrizioni otterrà più voti.

Lavoreremo per dare una strada alla Sinistra Italiana che non attecchisce sufficientemente tra i giovani perché la vecchia generazione ancora in politica, ex PSI ed ex PCI, alimentando un anticomunismo i primi ed un antisocialismo i secondi, due anti incrociati ed astiosi che vivono in simbiosi, ha allontanato i cittadini ed i giovani dalla politica.

Lavoreremo per un VERAMENTE DIVERSO centro/sinistra che sostituisca subito il governo Prodi che deve andare a casa. In tale direzione per ridare spazio alla politica ed al confronto delle idee si organizzeranno dei semplici “Meeting per un VERAMENTE DIVERSO centro/sinistra” aperti anche agli under 40 del PD e di altri soggetti del centro/sinistra o senza collocazione politica e chi comunque interessato. Infine un confronto serrato sul sito http://venetosocialista.forumup.it per l’individuazione del candidato Premier del governo di un VERAMENTE DIVERSO centro/sinistra anche in questa legislatura.


PanseCAR

Giugno 30, 2007

PanseCAR

2be, si pronuncia “tubì” e proprio di tubi è composta l’ultima opera dell’artista palermitano Filippo Panseca.  

Si scrive 2be, si pronuncia “tubì” e proprio di tubi sembra a prima vista composta l’ultima opera dell’artista palermitano Filippo Panseca, titolare della cattedra di Computer Art all’Accademia di Brera e noto per essere stato a suo tempo il regista di tutti i grandi eventi mediatici del Psi di Bettino Craxi.Presentata nei giorni scorsi a Milano, questa innovativa Island Car è stata concepita da Panseca durante i suoi lunghi soggiorni nell’amata Pantelleria. «Volevo creare un’auto a energia pulita che garantisse la mobilità nell’isola e fosse una valida alternativa ai dispendiosi e ingombranti fuoristrada che sbarcano dai traghetti durante la lunga stagione turistica. Partendo da un rollerball composto da due cerchi in tubo di acciaio, ho quindi realizzato in 3D il disegno schematico della vettura e l’ho messo su Internet alla ricerca di eventuali partner interessati allo sviluppo del progetto. Con mia grande sorpresa sono stato contattato da un’azienda cinese che mi proposto di produrre il prototipo, in una prima fase con un motore a scoppio e in un secondo tempo con un propulsore elettrico a energia fotovoltaica».Dopo quasi due anni lavoro, con scambi quotidiani di mail e conversazioni via Skype con Mr. Sammy Hsu, è quindi nata questa piccola biposto (230×140x160 cm) che per il momento viaggia a benzina verde ed è in grado di toccare i 60 km/h. Ha un sistema di avviamento elettrico, la trasmissione automatica a velocità variabile, freni a disco montati sulle ruote sia posteriori che anteriori, un capiente portabagagli e un avveniristico contachilometri digitale realizzato dalla Electric Components and Instruments Europe di Linate. Potrà essere guidata con una patente per moto da 150cc. e percorrerà all’incirca 35 km con un litro. Una volta superato il test per l’omologazione europea, gli stabilimenti di Shanghai arriveranno a produrne fino a 200 esemplari al mese. Panseca ha intenzione di commercializzarla a un prezzo bassissimo (3-4mila euro al massimo) e già adesso annuncia che una parte degli utili sarà investita per lo sviluppo del successivo modello a energia solare: «2be sta suscitando un grande interesse da parte di diversi operatori turistici: sono i primi a rendersi conto di come un parco macchine “cittadino” rischi di stravolgere in breve tempo l’equilibrio bioecologico delle nostre isole mediterranee. Insomma, la mia macchina non risolverà tutti i problemi del mondo ma è possibile che aiuterà a preservare ambienti bellissimi e in gran parte incontaminati».


La tribù dei BackPackers

Giugno 30, 2007

FREE INTERNET

Il fenomeno “back-packer” esplode in Australia. Una tribù nomade di viaggiatori con lo zaino alla scoperta del mondo. Ma dove sono gli Italiani?  

Chi è il back-paker e perché pochissimi italiani in questa tribù itinerante e poliglotta? Il back-pack è il grosso zaino che necessita un lungo girovagare lontano dal turismo tradizionale e dalle comodità di casa propria. Dimora ambulante, ormai status simbol, non è l’unico elemento che accomuna questo popolo migrante che condivide itinerari, sogni, abitudini, mode. Aggiungere più tappe possibili al proprio diario di viaggio e sentirsi cittadini del mondo: queste le spinte propulsive dei giovani vagabondi contemporanei. Nuovi esseri mitologici, “mezzi-uomo mezzi-zaino” si spostano solitari o in piccoli gruppi con pullman, treni a chilometraggio, in autostop o con voli economici.La mania del risparmio fa dell’ostello il luogo deputato delle loro scorribande, nonostante diffusi siano anche i furgoni con vano posteriore adibito a letto (l’intramontabile Volkwagen Typ 2, o Samba bus, in barba agli anni è ancora moda). Dalla mappa degli ostelli si risale agli itinerari privilegiati dai back-packer. L’Australia ne è piena e stupiscono per efficienza, pulizia e prezzi. Una notte nelle dorm-rooms (da 4-8 persone) va dai 12 ai 26 aud, ma un comodo letto non è l’unico vantaggio di cui si usufruisce. Le stanze sono corredate di frigorifero, bagno e televisore comuni. Oltre a spazi ricreativi (pub, biliardi, piscine) sono presenti il deposito bagagli, la lavanderia e una fornita cucina.Il territorio vasto e diversificato soddisfa il nomadismo del back-packer, il dollaro australiano (0.60 €) l’esigenza al risparmio e il rapporto tra bassa popolazione e risorse del paese rende l’offerta di lavoro tra le più alte al mondo. Il flusso ininterrotto di turismo a basso costo costituisce per l’economia australiana una ricchezza irrinunciabile. Semplice infatti ottenere uno dei visti di soggiorno.Con Working holiday, Student o Tourist visa il viaggiatore può imparare la lingua e lavorare ridistribuendo la ricchezza nel paese. Con l’opzione fruit-picking, prestando servizio per tre mesi nelle numerose farms, il visto si estende automaticamente a due anni. Il rapporto di simbiosi tra back-packers e Australia spiega l’esplosione del fenomeno, ma non l’assenza di giovani italiani da rimandare alla psicologia nostrana. I registri di ostelli e campeggi indicano il primato di canadesi e australiani, entrambi iniziatori del fenomeno e campioni di semplicità e spirito d’adattamento.Agli ultimi posti (insieme agli spagnoli) gli italiani famosi, oltre che per la simpatia, la pasta e l’eleganza, anche per un non proprio onorevole primato: peggiori parlatori d’inglese e pigroni per antonomasia. È dunque questo che spinge i “nostri” a ricercare un altro stile di viaggio? Stile ha scovato tra i back-packer di Harvey Bay (Queensland) un raro rappresentante del “bel paese”. Christian, 28 anni: “Siamo storicamente comodoni – ammette – adoro l’Italia ma è innegabile l’innata immobilità, il campanilismo. Non vale per tutti, ma la media non dimostra grande adattabilità in condizioni materiali più “spartane””. L’età media del back-packer, infatti, si aggira tra i 19 e i 25 anni. “I ragazzi vengono qui dopo le superiori o l’università – continua il back packer italiano – In molti paesi gli studi non si trascinano a lungo come da noi, i ragazzi lasciano casa intorno ai 18-20, il nostro “svezzamento” è più tardivo”.Altro segno distintivo di questa tribù nomade, un braccialetto di gomma gialla con su scritto Let the journey begin un po’ come dire “sono anch’io un back-packer” che, tra l’altro, permette di usufruire, in alcuni ostelli abilitati, di 15 minuti di internet gratuiti. Unica ‘nota dolente’ per i viaggiatori con lo zaino il dover abbandonare gli amici appena conosciuti, causa: un’altra repentina partenza. Il segreto? “Accettare la solitudine come condizione necessaria alla libertà di scelta” parola di back-packer. A cavallo tra passato e presente, tra il mito di un errare antico e le esigenze moderne di un mondo senza confini, il back-packer si consacra pioniere di un paese giovane tutto da scoprire.


II Convegno Social_Labor

Giugno 30, 2007

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SECONDO CONVEGNO REGIONALE

 

NO AL “GRANDE FRATELLO FISCALE” E SI AD UNA FISCALITA’ EQUA E VIRTUOSA
Ore 10,00: Presentazione a cura di ALESSANDRO D’OVIDIO e GIOVANNI FASSINA
Ore 10,40: Relazione a cura di ERCOLE PASSONI (Fiscalista)
Ore 11,30: Interventi sul tema
Ore 12,00: Conclusione dei lavori a cura di ALESSANDRO D’OVIDIO e GIOVANNI FASSINA
Moderatore: Antonio Luppino
SALICE TERME (PV) sabato – 7 lugl io 2007
PRESIDENT HOTEL TERME, Via Enrico Fermi 5
Tel: 0383-91941 Email: info@social-labor.org

e bravo RALPH LAUREN…

Giugno 30, 2007

Si sa, a volte fare shopping è impossibile. Orari di lavoro assurdi, week-end sempre impegnati… insomma, qui urge una soluzione per poter avere a disposizione un negozio ventiquattro ore su ventiquattro.

Boris Becker alla Vetrina Interattiva Ralph Lauren

Fino ad oggi ci si era affidati a Internet per poter fare visite virtuali nei negozi ad orari impensabili, ma ora nasce il negozio – vero e proprio – “aperto” giorno e notte. Meglio dire disponibile giorno e notte.
E lo scopriamo grazie a Style & Fashion.
Ralph Lauren è il primo negozio di Milano che s’impegna nel concreto ad andare incontro agli amanti dello shopping più impegnati. Avete mai sentito parlare di vetrina interattiva?

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Ralph Lauren ha lanciato ieri, davanti allo splendido negozio di via Monte Napoleone, un nuovo, rivoluzionario, modo di fare shopping, inaugurando il Window Shopping. Basterà sfiorare la vetrina, in cui è incastonato un dispositivo elettronico sensibile al tatto, per selezionare i prodotti che si vogliono acquistare.
Per completare un ordine è necessario inserire il proprio indirizzo e-mail. Il giorno successivo un addetto alle vendite, a cui dovrete fornire i dettagli della vostra carta di credito, vi contatterà per organizzare la spedizione e rendere sicuro il pagamento.
E se non avete niente da comprare, potete comunque usufruire dello schermo per guardare le immagini del torneo di Wimbledon, di cui Ralph Lauren è lo sponsor ufficiale. L’iniziativa durerà fino all’8 di luglio. Voi che ne pensate di questo nuovo modo di fare shopping? E se tra qualche anno tutto fosse unicamente virtuale? Infondo lo specchio magico che individua le taglie, che fa gli abbinamenti e che ci suggerisce cosa ci sta meglio tra i capi, che abbiamo scelto, esiste già.

(fonte THE POLLO WEB)


BioCarburante

Giugno 30, 2007

BioCarburante

Il biodiesel è un biocombustibile ottenuto da grassi di origine vegetale (soprattutto colza e girasole) o animale. Per ottenerlo si utilizza un procedimento chimico chiamato transesterificazione, che richiede l’uso di alcol metilico. Per questo motivo il biodiesel non va confuso con gli oli vegetali come, appunto, l’olio di colza allo stato puro, anch’essi talvolta impiegati come carburanti in alcuni veicoli diesel.

Rispetto al gasolio, il biodiesel non è esplosivo: ha un “flash point” di 150°C contro i 64°C del gasolio; tuttavia ha un numero di cetano (l’indicatore del comportamento in fase di accensione) superiore, perciò una volta immesso nel motore di incendia più facilmente. E’ interamente biodegradabile e atossico, e migliora anche la lubrificazione delle parti interne del motore, tanto che viene spesso utilizzato come additivo del normale gasolio, specie in quei carburanti “ecologici” poveri di zolfo che hanno perso parte del loro potere lubrificante originale.
Impatto ambientale

Il biodiesel è un carburante pulito: le emissioni di anidride carabina si riducono dell’80% e quelle di ossido di carbonio di circa la metà. Completamente eliminate le emissioni di idrocarburi aromatici e diossido di zolfo, non presenti nei materiali di origine, e fortemente ridotte (fino al 70%) quelle delle polveri sottili o PM10. L’unico valore svantaggioso rispetto al gasolio è quello relativo ai NOx (gli ossidi di azoto), sostanze inquinanti dell’atmosfera che, tra l’altro, danno origine alle piogge acide.

In Italia è poco usato

Il mercato del biodiesel in Italia copre soltanto l’1,5% di quello complessivo del gasolio, e non esistono distributori che offrano il biocombustibile puro. In alcuni tipi di gasolio “ecologico” il biodiesel è comunque presente come lubrificante, in concentrazioni pari al 5% circa. Il problema è che per utilizzarlo in forma pura, secondo la legge italiana, occorrerebbe assoggettarlo alle normali accise sul carburante, rendendone il prezzo proibitivo; alla produzione, infatti, il biodiesel è ancora piuttosto caro. Sono tuttavia in corso progetti di eliminazione delle accise e di incentivazione alla produzione, soprattutto per introdurre il biodiesel nel mercato delle caldaie da riscaldamento che potrebbero utilizzarlo senza problemi e con un notevole impatto positivo sull’ambiente.

Il futuro è nella alghe

La diffusione del biodiesel è frenata da problemi relativi alla produzione, che ha costi alti e richiede grandi spazi di coltivazione. Una soluzione potrebbe arrivare dalle alghe, che secondo alcuni recenti studi garantirebbero la produzione di olio per biodiesel in quantità eccezionali, fino a 10mila galloni per acro. Per confronto, l’attuale coltivazione leader per la produzione di olio è la palma, che tuttavia garantisce soltanto 635 galloni per acro.


Hello world!

Giugno 30, 2007

Hello World!!!

Nasce questo mio Blog per discutere un pò di varie tematiche di interesse generale e di estrema attualità.

L’ideale sarebbe discutere di problematiche che riscontriamo nella nostra quotidianità e di affrontarle proponendo e discutendo soluzioni che potrebbero essere attuate in un processo risolutore e migliorativo.

Offrire soluzioni in termini di applicazioni delle nuove tecnologie, di nuove logiche gestionali e amministrative.

Altre aree di interesse di questo Blog sono tutte quelle che si riscontrano quando osserviamo il mondo in cui viviamo, come ad esempio i consumi, le tendenze, i nuovi media, le nuove tecnologie, e tutto ciò che abbia interesse sociale.

Un grazie ed un saluto a tutti coloro che vorranno partecipare e interagire dando il proprio contributo.

Ciao a tutti

Enzo Saitta