
2be, si pronuncia “tubì” e proprio di tubi è composta l’ultima opera dell’artista palermitano Filippo Panseca.
Si scrive 2be, si pronuncia “tubì” e proprio di tubi sembra a prima vista composta l’ultima opera dell’artista palermitano Filippo Panseca, titolare della cattedra di Computer Art all’Accademia di Brera e noto per essere stato a suo tempo il regista di tutti i grandi eventi mediatici del Psi di Bettino Craxi.Presentata nei giorni scorsi a Milano, questa innovativa Island Car è stata concepita da Panseca durante i suoi lunghi soggiorni nell’amata Pantelleria. «Volevo creare un’auto a energia pulita che garantisse la mobilità nell’isola e fosse una valida alternativa ai dispendiosi e ingombranti fuoristrada che sbarcano dai traghetti durante la lunga stagione turistica. Partendo da un rollerball composto da due cerchi in tubo di acciaio, ho quindi realizzato in 3D il disegno schematico della vettura e l’ho messo su Internet alla ricerca di eventuali partner interessati allo sviluppo del progetto. Con mia grande sorpresa sono stato contattato da un’azienda cinese che mi proposto di produrre il prototipo, in una prima fase con un motore a scoppio e in un secondo tempo con un propulsore elettrico a energia fotovoltaica».Dopo quasi due anni lavoro, con scambi quotidiani di mail e conversazioni via Skype con Mr. Sammy Hsu, è quindi nata questa piccola biposto (230×140x160 cm) che per il momento viaggia a benzina verde ed è in grado di toccare i 60 km/h. Ha un sistema di avviamento elettrico, la trasmissione automatica a velocità variabile, freni a disco montati sulle ruote sia posteriori che anteriori, un capiente portabagagli e un avveniristico contachilometri digitale realizzato dalla Electric Components and Instruments Europe di Linate. Potrà essere guidata con una patente per moto da 150cc. e percorrerà all’incirca 35 km con un litro. Una volta superato il test per l’omologazione europea, gli stabilimenti di Shanghai arriveranno a produrne fino a 200 esemplari al mese. Panseca ha intenzione di commercializzarla a un prezzo bassissimo (3-4mila euro al massimo) e già adesso annuncia che una parte degli utili sarà investita per lo sviluppo del successivo modello a energia solare: «2be sta suscitando un grande interesse da parte di diversi operatori turistici: sono i primi a rendersi conto di come un parco macchine “cittadino” rischi di stravolgere in breve tempo l’equilibrio bioecologico delle nostre isole mediterranee. Insomma, la mia macchina non risolverà tutti i problemi del mondo ma è possibile che aiuterà a preservare ambienti bellissimi e in gran parte incontaminati».


